Integratori alimentari in gravidanza

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Il periodo della gravidanza è particolarmente critico dal punto di vista alimentare-dietetico, in quanto la dieta incide in modo fondamentale sulla salute sia della madre sia del feto.

Per ottimizzare lo stato di salute di una donna in gravidanza e per ridurre il rischio di malformazioni o malattie nel nascituro, è fondamentale che la madre raggiunga uno stato nutrizionale ottimale prima e durante il periodo gestazionale. Anche durante l'allattamento ed il periodo di recupero, fasi in cui le richieste nutrizionali sono superiori a quelle della gravidanza, è necessaria una cura ed un'attenzione particolari per l'alimentazione.

Le donne dovrebbero seguire sempre, ma con un'attenzione ancora maggiore dal concepimento al termine dell'allattamento, una dieta varia in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali secondo quanto definito dalle Linee Dietetiche nazionali ed internazionali (LARN e RDA). L'aumentato fabbisogno energetico, tipico del secondo e terzo trimestre di gravidanza, è valutato in circa 300-400 kcal/die con un eventuale aumento a 500 kcal/die per le adolescenti al di sotto dei 14 anni. Nel periodo dell'allattamento l'aumento di fabbisogno calorico è previsto nell'ordine di 500 kcal/die.

Per raggiungere la quota calorica richiesta in gravidanza e allattamento è normalmente sufficiente aumentare la quantità di alimenti consumati normalmente. In generale, quindi, una dieta idonea e corretta è sufficiente al progredire di una gravidanza senza rischi e al sostentamento di un normale allattamento.

Ci sono però alcuni nutrienti, il cui apporto potrebbe risultare insoddisfacente; in questo caso è consigliabile una opportuna supplementazione.
Ovviamente tale supplementazione va effettuata con cautela e la gestante deve essere informata che dosi eccedenti a quelle consigliate potrebbero essere pericolose per lei e per il nascituro.

A questo proposito, è opportuno che la mamma in attesa si consulti con il proprio medico di fiducia per le integrazioni da apportare all'alimentazione.

 

ACIDO FOLICO (VITAMINA B9)

L'acido folico è definito la «vitamina della gravidanza», e per più di una ragione. L'acido folico è infatti fondamentale, assunto prima e dopo il concepimento, per prevenire il rischio che si verifichino malformazioni congenite nel bambino. Ma non solo. Recenti studi hanno dimostrato il suo ruolo nel diminuire la percentuale di parti prematuri e nel contrastare l'insorgenza di preeclampsia, una complicazione della gravidanza. Vale la pena, quindi, di conoscerlo meglio.

Con il termine "folati" si intendono tutte le differenti forme della vitamina B9, o folacina, inclusi i numerosi derivati presenti nei sistemi biologici; l'acido folico si trova negli integratori alimentari e nei cibi addizionati e gioca un importante ruolo nella divisione cellulare e nello sviluppo del nascituro.

I folati non vengono prodotti dal nostro organismo e devono essere assunti con la dieta; un'alimentazione completa ed equilibrata è in genere sufficiente a fornire il fabbisogno quotidiano di acido folico (0,2 mg). Una volta assorbito dall'intestino, l'acido folico è distribuito ai vari tessuti dove svolge alcune funzioni fondamentali: partecipa alla formazione dei globuli rossi nel sangue; gioca un ruolo fondamentale nella moltiplicazione e nel rinnovamento delle cellule; contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso; insieme alle vitamine B6 e B12, controlla la concentrazione di omocisteina nel sangue, sostanza che causa danni alle arterie; favorisce la crescita nei primi anni di vita. Fondamentale, dunque, per la funzionalità dell'organismo e il mantenimento di un ottimale stato di salute, l'acido folico è però ancora più prezioso durante la gravidanza. Il fabbisogno giornaliero aumenta in gravidanza (0,4mg) quando il feto attinge dalle riserve materne per il suo sviluppo.

Le linee guida nazionali ed internazionali consigliano in gravidanza un apporto giornaliero di acido folico corrispondente a 400 mcg (si suggerisce cioè un raddoppio dell'apporto rispetto alle donne in normali condizioni fisiologiche). Le principali fonti alimentari di folati sono i vegetali a foglia larga, il fegato, gli agrumi, i legumi e il pane integrale.

Per prevenire i difetti del tubo neurale (spina bifida ed anencefalia), una patologia che è stata associata alla carenza di folati, la donna in gravidanza può consumare in aggiunta alla normale dieta, alimenti arricchiti o supplementi dietetici contenenti folati opportunamente studiati.

Sugli effetti positivi dell'acido folico è opportuno considerare le seguenti norme:

  1. la supplementazione deve iniziare 3-4 settimane prima del concepimento
  2. i livelli minimi si raggiungerebbero con un apporto giornaliero di 200 microgrammi attraverso gli alimenti più una supplementazione di 400 microgrammi
  3. nelle donne "a rischio" (precedente gravidanza e/o familiarità per spina bifida, trattamento concomitante con chemioterapici o farmaci anticonvulsivanti) i livelli efficaci corrisponderebbero ad una dose giornaliera corrispondente a 4-5 mg di acido folico
  4. la supplementazione di folati sembra concorrere a ridurre anche il rischio di altre complicanze gravidiche e malformazioni congenite.

Infatti, il prezioso apporto di questa vitamina per una gravidanza senza problemi non si limita solo a questo. Recenti studi hanno infatti individuato un'associazione tra assunzione di supplementi di acido folico e ridotto rischio di pre-eclampsia, un disturbo che colpisce il 5-8% delle donne in attesa (caratterizzato dalla presenza di proteine nelle urine, gonfiori e pressione arteriosa elevata) e che aumenta il rischio di infarto, problemi renali, nascita prematura e altre complicazioni.

 

VITAMINE DEL GRUPPO B

Il tema dell'integrazione di vitamine in gravidanza troppo spesso si riduce alla raccomandazione di assumere adeguate dosi di acido folico e spesso non si sottolinea abbastanza l'importante ruolo delle altre vitamine del gruppo B, fondamentali in gravidanza per molte ragioni.

La Vitamina B12, per esempio, di cui in gravidanza aumenta notevolmente il fabbisogno, oltre a contrastare stati di ansia e disagio psicologico, interviene nella formazione e nella rigenerazione dei globuli rossi ed è essenziale in particolare per le gestanti vegetariane che escludono dalla loro dieta tutti gli alimenti di origine animale.

Altrettanto fondamentale è il ruolo della Vitamina B6: oltre ad alleviare i problemi di nausea e vomito che spesso affliggono le gestanti nei primi tre mesi, ha un ruolo anche nell'aumentare le probabilità di concepimento e nel diminuire il rischio di aborti, come dimostra un recente studio, pubblicato sull'«American Journal of Epidemiology».

Secondo gli esperti, alcuni coenzimi dipendenti da questa vitamina partecipano a più di cento reazioni coinvolte nel metabolismo degli aminoacidi, dei lipidi, degli acidi nucleici e del glicogeno. Per questo motivo, concludono gli esperti, una carenza di vitamina B6 potrebbe comprometterne l'attività, pregiudicando l'impianto dell'ovulo e lo sviluppo della placenta.

VITAMINA C

La vitamina C, vitamina idrosolubile, non permane a lungo nell'organismo e la quantità non utilizzata viene espulsa quotidianamente. Durante la gravidanza, i livelli di vitamina C e di tutte le sostanze che circolano nel plasma sanguigno si abbassano a causa di processi vari che si innescano per assicurare un regolare sviluppo del feto.
Un gruppo di ricercatori messicani ha scoperto che un supplemento di vitamina C durante la gravidanza ridurrebbe il rischio di parto prematuro: infatti, aumentando l'apporto di questa vitamina nelle donne incinte si eviterebbe il calo della quota che viene immagazzinata nei globuli bianchi e ciò può aiutare a prevenire la rottura prematura delle membrane.

Inoltre, da un recente studio condotto presso l'università di Copenaghen, carenze di questa vitamina nelle donne in gravidanza e in allattamento possano determinare deficit mentali nel feto e nei neonati.

Numerosi fattori dimostrano che il cervello neonatale, a differenza di altri tessuti, è particolamente vulnerabile a deficit anche lievi di vitamina C. La più alta concentrazione del nutriente è localizzata proprio nei neuroni cerebrali e, in caso di assunzioni insufficienti, l'organismo fa in modo di assicurarne le scorte residue al cervello, dimostrando l'importanza della vitamina per le funzioni cerebrali.

FERRO

Le donne in gravidanza dovrebbero essere incoraggiate a consumare alimenti ricchi di ferro quali: carni magre, pesce, pollame, frutta secca e cereali arricchiti. La biodisponibilità del ferro è più elevata quando è assunto con la carne o contemporaneamente a frutta ricca di acido ascorbico.

Le linee guida consigliano un apporto di 30 mg di ferro durante la gestazione e l'aumentata assunzione andrebbe consigliata alla prima visita ginecologica dopo il concepimento. In pratica, tenuto conto che la carenza di ferro può avere serie conseguenze e che, viceversa, una integrazione oculata è praticamente priva di rischi, si consiglia normalmente una supplementazione che favorisca il deposito di ferro, utile sia per il periodo gravidico che per il post parto. La supplementazione di ferro può essere particolarmente utile nei casi di gravidanze ravvicinate.

In considerazione dei livelli medi d'assunzione di ferro in età adulta, una supplementazione intorno ai 25-30 mg al dì può considerarsi ragionevole. Assai consigliabile la contemporanea assunzione di alimenti ricchi di Vitamina C e acido citrico per l'incremento dell'assorbimento del ferro da essi indotta.

Relativamente al periodo dell'allattamento, si ritiene che non ci sia un significativo aumento del fabbisogno rispetto alle donne in normale stato fisiologico.

L'apporto di ferro nei vegetariani deve essere controllato in base al tipo di dieta seguita (comprendente o meno uova e latte); normalmente una dieta vegetariana variata e controllata può essere, relativamente al ferro, equivalente ad un'alimentazione onnivora per un incremento dell'assorbimento operato presumibilmente dall'acido citrico nel contesto di una dieta ricca di verdura e frutta. Lo stato marziale della madre andrà però preventivamente accertato, tenendo anche conto degli altri deficit secondari che nelle vegetariane assolute (vegane) possono essere presenti (in primo luogo zinco, Vitamina D e Vitamina B12).

ZINCO E RAME

L'assunzione di ferro può ridurre la biodisponibilità di zinco e rame; in caso di supplementazione è quindi consigliabile associare al ferro un apporto di zinco e di rame. In tutti gli integratori studiati per la gravidanza i tre minerali sono comunque presenti in associazione.

Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda un'assunzione quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi. Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 25 mg e 15 mg durante l'allattamento. Una "buona" dieta media ne fornisce dai 10 ai 15 mg al giorno, dunque in gravidanza basterebbe una supplementazione di 7 mg per avere l'apporto nutritivo ideale per questo minerale. Lo zinco è relativamente poco tossico, tuttavia, l'assunzione prolungata di dosaggi alti potrebbe causare effetti collaterali.

Nel metabolismo umano il rame è necessario per la crescita e lo sviluppo ed è indispensabile per un buono stato di salute. Secondo quanto stabilito dalla National Academy of Science (USA), il fabbisogno giornaliero raccomandato di rame per le donne incinta è di 1.0 mg mentre nel periodo dell'allattamento è di 1.3 mg.

 

CALCIO

Grazie all'aumentata efficienza nell'assorbimento del calcio durante la gravidanza e l'allattamento, l'apporto dietetico di questo minerale potrebbe non discostarsi molto da quello delle donne coetanee in normali condizioni fisiologiche. Vista però la necessità di trasferire calcio al feto, sia durante la gravidanza che con il latte durante l'allattamento, è opportuno suggerire alla donna un aumento di assunzione attraverso prodotti lattiero caseari o con l'uso di integratori. Ci sono inoltre evidenze che indicano come un'integrazione di calcio e vitamina D possa essere particolarmente utile, in alcune fasce della popolazione: donne poco esposte al sole e donne che non consumano prodotti lattiero-caseari (allergiche, intolleranti o vegetariane vegan).

In conclusione, alla luce di questi benefici e del loro basso costo i multivitaminici dovrebbero essere presi in considerazione da ogni donna in gravidanza: l'assunzione di supplementi multivitaminici durante la gravidanza è utile, tra le altre cose, a ridurre i casi di basso peso alla nascita, correlati a un maggiore rischio di deficit nella crescita e nelle abilità cognitive, aumento della probabilità di sviluppare in età adulta diabete o patologie cardiache. Inoltre, migliorando lo stato nutrizionale materno e l'efficienza del sistema immunitario possono per esempio ridurre il rischio di infezioni intrauterine.

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